Non mandiamo a dormire i sognatori!
di Mons. Antonello Mura.
Largo ai sognatori è il tema della XII edizione della Pastorale del turismo delle nostre due Diocesi. Da tempo era come incubato, in attesa. Finalmente è diventato realtà. Come quei sogni che nel cuore e nella mente rimangono in letargo per lungo tempo, poi arriva il momento giusto perché siano rivelati. E questo 2026 è davverol’anno più adatto.
Sognare è facile ed è quasi automatico farlo di notte, quando si dorme. In questi casi molti dettagli ci sfuggono, persino il senso è senza logica e risulta evidente il contrasto con la realtà. Quando ci svegliamo, recuperarne la trama aggrovigliata è compito dei professionisti dell’inconscio più che della nostra memoria.
Molto più importante sognare a occhi aperti. E anche indispensabile. Coloro che hanno gli occhi ben spalancati sulla realtà possono guardare oltre il visibile, con la possibilità (e il coraggio) di intravedere e di preparare quello che (ancora) non si vede.
Queste persone, che ci sono quanto mai necessarie, sono quelle – come diceva Carlo Petrini – che seminano utopia e raccolgono realtà.
Anche Don Lorenzo Milani raccomandava di avere il coraggio di sognare perché, scriveva, è necessario «sfottere crudelmente non chi cammina in basso, ma chi mira in basso,rinfacciargli ogni giorno la sua vuotezza, la sua miseria, la sua inutilità, la sua incoerenza».
Largo ai sognatori, quindi. Meglio se con gli occhi aperti. Tra i protagonisti della Pastorale del turismo di quest’anno troviamo testimonianze esemplari, talvolta faticose, di sogni realizzati o da realizzare. Troviamo anche sogni infranti o da ricostruire. Troviamo storie di vita vissuta, con riferimenti attuali o al passato.
Un’edizione ampia quanto il tema, con oltre ottanta ospiti che, a vario titolo e in diverse modalità, parlano di sé, delle proprie storie e del mondo che incontriamo. Un mondo, che – purtroppo – sa spegnere i sogni di vita, di speranza e anche di fede, con una facilità che può apparire perfino sospettosa.
Sulla luna e sulla terra fate largo ai sognatori, diceva Gianni Rodari, che ai poeti, in particolare, attribuiva la capacità di sognare. Questi sogni custodiamoli – dentro e attorno a noi – ed evitiamo che vadano a dormire!









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