In breve:

In Evidenza

CONVEGNO ECCLESIALE

Percorso sinodale e Visita pastorale. Ricominciamo!

di Mons. Antonello Mura.
Sì, ricominciamo comunque! Non è tempo di attendere né di stare a guardare. La Chiesa con le nostre parrocchie ha bisogno di una nuova scossa di fede, quasi una terapia d’urto per ritrovarsi, per ripartire dopo l’esperienza della pandemia, tutt’ora in atto. Mentre la Chiesa italiana si avvia a iniziare un percorso sinodale,

CATECHESI

Un cambio di marcia per i catechisti

di Mons. Antonello Mura.
L’11 maggio è stata presentata, in forma di Motu proprio, la Lettera di papa Francesco, dal titolo “Antiquum ministerium”. Al momento di andare in stampa non ne conosciamo il contenuto,

MADONNA

La Visita Pastorale con lo sguardo materno di Maria

di Mons. Antonello Mura.
Il 25 aprile, quarta domenica di Pasqua, celebriamo nel suo Santuario la nostra patrona, la Vergine del Rosario d’Ogliastra. Quest’anno senza pellegrinaggio, senza il tradizionale percorso a piedi, ma sempre – in presenza o meno – con uno sguardo rivolto lassù, alla sommità, dove la chiesa domina la cittadina e l’intero territorio. Uno sguardo difficile da evitare, anche in chi è distratto, che da lontano sembra disegnare Lanusei con un vertice che coincide col Santuario,

Pasqua

Una Pasqua del giorno dopo

di Mons. Antonello Mura.
Tutti abbiamo un grande desiderio, in questo tempo ancor di più: passare dallo smarrimento alla speranza.
E la Pasqua è uno dei doni più grandi, più liberi e più gratuiti che il nostro cammino

Parole

Un impegno quaresimale: recuperare parole responsabili

di Mons. Antonello Mura.
Gorgia, filosofo presocratico, era dotato di una irresistibile eloquenza. Lui sapeva che la parola è una grande risorsa per l’uomo, capace di produrre grandi e inverosimili effetti. La parola incanta, ferisce,

Copertina L'Ogliastra Gennaio 2021

Fiducia, oggi, vuol dire vaccinarsi

di Mons. Antonello Mura.
Diciamolo senza vergogna. Non ce la facciamo più. Siamo provati e scossi da una lunga stagione di coronavirus; siamo in debito di relazioni e di abbracci, quindi di incontri “in presenza”; siamo penalizzati da un contagio sempre in agguato e mai vinto finora. Dopo il primo tempo c’è stato il secondo, ora anche i tempi supplementari. Una partita infinita. C’è il rischio di vivere in una continua sopravvivenza «e questo, come già notava Aristotele, può andare bene