In breve:

Beatrice Foddis. Una storia d’amore per il territorio

BEATRICE FODDIS

di Gian Luisa Carracoi.

Oggi sono sempre più i giovani che sentono un forte desiderio di tornare a un rapporto più autentico con la terra. Attratti da una vita a contatto con la natura che valorizzi la storia e le tradizioni, sperimentano – grazie alla tecnologia e anche al sostegno di contributi mirati – la possibilità di creare un business innovativo e sostenibile. Il loro valore aggiunto è l’essere più istruiti e più connessi con il mondo.

Beatrice Foddis, classe 1998, dolce orgoglio terteniese, è una nuova promessa dell’imprenditoria giovanile ogliastrina. Spinta dalla volontà di investire la propria passione e le competenze d’esperienza maturate nella vita in campagna insieme ai suoi familiari, è una chiara dimostrazione di come ci siano ancora giovani decisi a sfidare le difficoltà legate all’insularità della nostra terra, di realizzare le proprie speranze attraverso un lavoro che li gratifichi nel pieno rispetto delle radici e della cultura locale.

Dopo il diploma all’ITC di Jerzu si è guardata dentro, ha ascoltato le proprie emozioni, i propri sogni, e si è persuasa di non voler trascorrere il proprio futuro unicamente dietro una scrivania, ma negli spazi aperti che profumano di lentisco, mirto e corbezzolo, dai quali si scorge la sconfinata distesa marina. Da allora ha portato avanti con passione e determinazione la piccola azienda agricola di famiglia in un mix di genuinità, freschezza ed energia giovanile.

I pochi mesi trascorsi dentro le aule dell’Università sono state rivelatrici: ha capito che aveva bisogno di vivere se stessa, felice così come si riconosceva nel suo territorio, offrendo la sua passione e la voglia di fare alla sua famiglia, per lei valore essenziale, e alle sue greggi, gioiose compagne fin dall’infanzia. É lei stessa a raccontare: «Fin da bambina le mungevo e trascorrevo tanto tempo con loro. La mia è stata una scelta insolita, ma consapevole. Una volta rientrata in paese, avevo già in mente mille idee per rivoluzionare l’azienda, ma i miei genitori mi hanno messo i freni e hanno fatto bene perché, non lo nego, per condurre un’attività ci vuole un giusto equilibrio di sprint e riflessione».

L’azienda è una micro impresa familiare nata negli anni ’80 del secolo scorso quando suo padre, appena ragazzino, e suo zio di qualche anno più grande, decisero di creare un piccolo allevamento caprino. Negli anni 2000 si divisero creando due allevamenti distinti. Oggi il lavoro a cui Beatrice dedica tutto il tempo della giornata ruota intorno a un allevamento semibrado e alla trasformazione artigianale del latte. Allevano caprini, ovini e suini che circolano liberamente su una vasta area di macchia mediterranea ai piedi di Monte Siddu. L’azienda è totalmente biologica e i loro animali pascolano su un’ampia area di macchia mediterranea, in territori ancora agresti e sani dell’Ogliastra, riconosciuta, come sappiamo, a livello mondiale come terra dei centenari.

Le pecore e le capre entrano in stalla solo per la mungitura e per partorire più comodamente. La priorità è il loro benessere.

Con lo sguardo luminoso di un sano orgoglio, Beatrice continua a raccontare: «Io e mio fratello Daniele abbiamo deciso di intraprendere di comune accordo un percorso imprenditoriale che permetta di dare il giusto valore al nostro faticoso lavoro. Mi occupo dell’azienda familiare cercando di rinnovarla sempre più, ma con uno sguardo rivolto alle tradizioni. Ho deciso di prendere in mano l’attività pur sapendo dei tanti sacrifici che avrei dovuto affrontare. La portiamo avanti insieme, consapevoli di essere la terza generazione di allevatori nella storia più recente della nostra famiglia. A seguire le greggi è soprattutto lui e capisco bene le sue fatiche e i suoi sacrifici; per il pastore, e per chi fa il formaggio, non esistono feste, non esistono brutte giornate, non esistono giorni liberi, si lavora 365 giorni all’anno. Nel nostro caso è una passione che arriva da una cultura familiare tramandata da mio nonno, da mio zio e mio padre. Io ho intenzione di prendermi cura di tutto questo, studiando e formandomi sempre più per produrre prodotti eccellenti, ma soprattutto il vecchio formaggio di una volta. Con Daniele stiamo cercando di mettere in piedi un mini caseificio dove poter valorizzare in particolare il formaggio a latte crudo che ha il vantaggio di mantenere intatti i sapori e gli aromi originali del latte. Ci stiamo inoltre impegnando per riuscire a introdurre l’azienda nel settore turistico, perché abbiamo constatato che l’agricoltura e il turismo sono settori tra loro sinergici. É importante far capire alle persone il giusto valore del nostro lavoro perché possano capire al meglio il nostro prodotto finito. A giugno sono stata eletta all’unanimità delegata provinciale dei giovani di Coldiretti Nuoro-Ogliastra, per guidare il movimento giovanile del territorio per i prossimi cinque anni. Li ringrazio tutti di cuore per la grande fiducia nei miei confronti. É questo un ruolo di grande responsabilità che mi permette di far parte di un gruppo, di stare a contatto con tante realtà simili alla mia, di fare rete per affrontare con maggior forza i problemi e scambiare idee fresche e fruttuose per il nostro settore. Sostenere i sogni imprenditoriali dei giovani che scelgono di costruire il proprio futuro in campagna è importantissimo. Spero che il nostro esempio possa essere di sprone anche per altri che, come noi, decidono di restare e di credere nelle potenzialità dell’Ogliastra e ovviamente nelle proprie, che guardino all’oggi e al domani con curiosità e voglia di imparare. Le possibilità sono tante, bisogna mettersi in gioco, perché se ci credi veramente i frutti arriveranno».

 

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