In breve:

Luciano Sasso e i tanti volti di Tortolì

Sasso

di Anna Piras.

Ci sono luoghi in cui il tempo non si misura con l’orologio, ma con le storie che si incrociano. L’officina di un gommista è uno di questi. Oggi non si sosta più all’interno per ovvi motivi di sicurezza, ma negli spazi attigui ci si comporta esattamente come dal barbiere: si parla del più e del meno, delle criticità e di ciò che si vorrebbe trovare in città.

A raccogliere queste confidenze è Luciano Sasso, classe 1963. Originario di Carbonia, si è trasferito a Tortolì all’età di sei anni al seguito della famiglia, arrivata negli anni del boom industriale. Oggi Luciano si sente tortoliese a tutti gli effetti e, insieme al fratello e a uno dei suoi due figli (l’altro studia all’università), porta avanti un’attività che affonda le radici nella storia stessa della Chiesa locale.

Luciano inizia il suo racconto così: «Dobbiamo parlare di una metamorfosi che si è verificata negli ultimi vent’anni, dell’economia che è cambiata e che sta ulteriormente cambiando e della doppia anima della cittadina. Ho notato che abbiamo due Tortolì e anche noi siamo in parte diversi, abbiamo un doppio carattere, quello estivo e quello invernale».

Tutto ha avuto inizio quando il padre di Luciano ha subito uno sfratto dall’officina che si trovava in paese. Trovatosi in difficoltà, l’uomo ha incontrato la mano tesa della Chiesa locale. Infatti don Barca gli aveva proposto di adattare una vecchia stalla ubicata in uno dei terreni della Curia; così, il terreno e la stalla vengono affittati alla famiglia Sasso che, con enormi sacrifici, la sistema, la adatta e, anno dopo anno, riesce anche ad acquistare il locale ormai completamente rimesso a nuovo. Oggi, vi sorgono l’officina e la casa di famiglia. Da quella periferia rurale, Luciano ha visto Tortolì trasformarsi in una cittadina completamente diversa, un polo economico che traina l’intera Ogliastra. «L’assetto urbano è cambiato, ci sono più strutture, ristoranti e negozi bellissimi in cui i commercianti hanno curato la qualità degli interni e dei prodotti, dando un valore aggiunto enorme», spiega. Anche l’economia industriale ha mutato pelle: tramontata la Cartiera, oggi si lavora con nuovi settori, legati all’Intermare, ai cantieri nautici, ai servizi. La zona industriale e quella artigianale hanno visto una crescita esponenziale e ci sono realtà economiche importanti. Inoltre le strutture ricettive sono numerose e offrono servizi importanti ai vacanzieri.

E aggiunge: «Un turismo, quello di questa zona, che trasforma profondamente il territorio, al punto da creare due realtà distinte. A mio parere ci sono, come anticipavo, due Tortolì: quella dei mesi estivi e quella invernale. Cambia la gente che arriva, ma a mio parere cambiamo noi, vedo diversa anche la gente del posto. I mesi invernali hanno il ritmo del lavoro e di una quotidianità lenta ma serena e positiva; quelli estivi invece portano brio, dinamicità, nuova vitalità e una certa frenesia, in tutti».

Da maggio a settembre l’officina intercetta i flussi dei motociclisti e dei turisti stranieri – che spesso arrivano con moto e auto a noleggio e spendono cifre importanti sul territorio –, mentre agosto è ancora «il mese degli italiani con l’auto di proprietà». Tutti sono attratti dal clima splendido, dalle spiagge e da un turismo naturalistico in forte crescita, legato al trekking nei paesi vicini.

Stando a contatto quotidiano con le persone, Luciano Sasso ha le idee chiare sulle prospettive future. Se da un lato le nuove strade garantiscono trasporti più agevoli verso i capoluoghi, dall’altro non bisogna accontentarsi. La vera scommessa economica per l’Ogliastra resta l’indipendenza nei collegamenti: «Sarebbe bello far rinascere il traffico navale con la regolarità di un tempo per merci e passeggeri. Non dobbiamo smettere di sperarci: abbiamo bisogno di vedere a pieno regime il porto e l’aeroporto. Il completamento della rete stradale farebbe il resto».

Ieri questo luogo ospitava una stalla della Curia che dava una possibilità a una famiglia di lavoratori, oggi si è rivelato un presidio di osservazione sociale ed economica. La storia di Luciano ci ricorda che le ruote girano e il paese cambia pelle, ma se lo sviluppo poggia sulla qualità della vita, sulla valorizzazione dell’ambiente e sulla dignità del lavoro, la comunità di Tortolì, così accogliente e propositiva, saprà sempre dove andare.

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