In breve:

A Bari Sardo è di casa l’accoglienza

Bari Sardo

di Gian Luisa Carracoi.
Fatiha e Hassan sono una coppia che arriva a Bari Sardo alla fine dagli anni Ottanta. È qui che hanno deciso di costruire la loro casa e stabilire la loro residenza. Oggi, insieme alle tre figlie, si sentono a tutti gli effetti cittadini bariesi e il centro ogliastrino li ha accolti con gioia.

Bari Sardo, località dalle mille potenzialità a livello ambientale e culturale, si è conquistato un ruolo di primo piano come meta turistica d’eccellenza conosciuta nel mondo.

Migliaia di villeggianti, nel corso degli anni, hanno deciso di prendere casa qui, ma non sono i soli. Ad assaporare la fraternità e l’accoglienza dei suoi abitanti sono anche i tanti immigrati che hanno deciso di stabilirsi e di creare famiglia in un paese che sa offrire il meglio di sé quando è si tratta di tendere la mano verso l’ospite. Oggi, gli immigrati residenti nella località marina sono circa 130, in buona parte provenienti dal Marocco.

L’identità a livello comunitario si rinnova nell’incontro, nel confronto, nella relazione con gli altri. L’identità è vissuta come un drappo in continua evoluzione, in cui i fili culturali dalle più svariate provenienze vengono tessute nel telaio della storia quotidiana. Qui, l’accoglienza non è apparenza o filosofia teoretica, ma pratica attiva.

Lo stesso Istituto Comprensivo Emilia Pischedda accoglie ogni anno allievi nati all’estero o in Italia da genitori stranieri. Al fine di fornire uno strumento di orientamento pedagogico per favorire l’inserimento degli alunni nel contesto scolastico è stato predisposto un Protocollo di accoglienza che riesce a creare le condizioni ottimali per la serena e piena integrazione degli alunni. Esso si pone l’obiettivo di costruire un contesto favorevole all’incontro con le varie culture, viste quale fonte di arricchimento; di promuovere la collaborazione tra scuola, famiglia e territorio sui temi dell’educazione interculturale, nell’ottica di un sistema formativo integrato.

Così come la scuola è luogo di incontro positivo e creativo di valori di amicizia e rispetto reciproco, a funzionare egregiamente, grazie alla bontà di cuore di tante persone, è anche il servizio Caritas parrocchiale per i più bisognosi.

È in questo contesto di serenità che ha scelto di vivere la famiglia Boutifi.

Fatiha e Hassan sono originari di Casablanca, metropoli del Marocco affacciata sull’Oceano Atlantico. Sul finire degli anni ’80, il primo a conoscere Bari Sardo è stato il capofamiglia che trovò casa insieme ad alcuni suoi conterranei. Racconta che, al loro arrivo, le signore anziane li hanno accolti con gentilezza e affetto e li hanno rispettati quasi come dei figli, sempre pronte a dare una mano nei momenti di difficoltà e a condividere con loro il pranzo o la cena. Dopo il matrimonio con Fatiha, ha dovuto cercare una nuova abitazione per iniziare a creare un ambiente adatto a una famiglia, ma trovare casa non è stato difficile perché ha ricevuto l’aiuto di tante persone amorevoli. Dal loro matrimonio sono nate Ilhame, Farida e Meryem, tre ragazze dal cuore d’oro.

Quando nel 2015 Ilhame ha compiuto 18 anni, è diventata ufficialmente cittadina italiana. In paese tutti vogliono loro bene e sono apprezzati per gentilezza e semplicità che traspaiono dai loro occhi e sorrisi. «Anche il semplice saluto delle persone che chiedono: “Come va? Come stanno i tuoi genitori?”, quando non li incontrano da un po’ –, dice Ilhame –ti fa sentire a casa. Ecco perché a Bari Sardo ci sentiamo davvero come in una grande famiglia».

One Response to A Bari Sardo è di casa l’accoglienza

  1. marinella boi laconi scrive:

    chi si comporta bene si troverà sempre a casa dapertutto

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