In breve:

Accoglienza e ascolto, i primi passi del progetto Cuorgiver

Ascolto

di Giulia Muceli.

Il Centro di aiuto caregiver in questi mesi ha già accolto 20 caregiver nell’inizio del loro percorso che al momento include attività musicali con Il Mondo di Giò e un percorso psicologico con professionisti messi a disposizione dall’Associazione Piccolo Principe, la Cooperativa Sociale Schema Libero e dall’OdV La Soffitta di Peo.

A breve verranno attivate le attività sportive con l’Oratorio diocesano Amoris Letizia di Tortolì, mentre l’Associazione Oleaster si occuperà di promuovere le letture a domicilio per donare momenti di spensieratezza agli assistiti. Inoltre, ci saranno dei corsi di formazione che i caregiver potranno svolgere per poter avere un supporto e una formazione che permetta loro di affrontare con consapevolezza questo percorso di cura e assistenza.

L’esperienza delle operatrici e il fatto di essere a loro volta caregiver permettono di instaurare quel rapporto di fiducia che nasce dalla condivisione di una condizione che molto spesso è difficile da riconoscere, perché il caregiver sente di non potersi permettere di dedicare tempo a sé stesso “rubandolo” all’assistito. E questo fa sì che si attivino dei meccanismi che non permettono di vedere che si ha bisogno di supporto per poter assistere al meglio il famigliare.

Il Mondo di Giò e La Soffitta di Peo sono le due Associazioni incaricate della gestione del Centro che si occupa innanzitutto della prima accoglienza: è qui che i caregiver hanno un primo colloquio di conoscenza con le operatrici dove viene compilato il modulo di iscrizione al progetto e fatto un primo orientamento sulle attività che si potranno svolgere al suo interno.

Uno dei motivi principali per cui sono state scelte queste due associazioni è l’esperienza che hanno maturato sul campo in questi anni.

Il Mondo di Giò, nato intorno a Giovanni Nulchis, un ragazzo di 21 anni con una grave tetraplegia che lo limita nei movimenti e nel linguaggio, ha creato con l’Associazione una rete intorno a lui fatta di amicizie e collaborazioni che vedono nella musica un collante e una via per creare unione e speranza. L’Associazione accoglie ogni giorno bambini e adulti che vogliono fare musica. I genitori di Giovanni hanno fatto questa scelta per poter stare costantemente vicino al figlio che ha bisogno di cure continue, riuscendo a trasformare una necessità in realtà positiva.

La Soffitta di Peo è nata dall’idea di Pierpaolo Loddo, un ragazzo interessato da una malattia degenerativa, la sclerosi multipla. Pierpaolo si era reso conto che nonostante la sua condizione riusciva ad aiutare le persone che, ricevuta la diagnosi, si rivolgevano a lui per chiede consiglio o semplicemente in cerca di un momento di condivisione. Da qui l’idea di creare un’associazione che potesse essere di supporto per il disbrigo di pratiche che, in un momento emotivamente carico, chi riceve una diagnosi deve comunque fare. La Soffitta di Peo si è poi rivolta ai caregiver con degli incontri esperienziali guidati da una psicologa per migliorare lo stato psicologico e alleviare il carico emotivo che si prova quando si ha la responsabilità di occuparsi di una persona bisognosa di cura.

Il Centro di Aiuto Caregiver è raggiungibile chiamando l’OdV La Soffitta di Peo al numero 379.1554563 o scrivendo alla e-mail: centroaiutocaregiver@gmail.com per fissare un appuntamento che si svolgerà nell’aula 4 dell’Auditorium Fraternità (Tortolì, spazi Caritas) il martedì mattina dalle 9.30 alle 12.30, il mercoledì e giovedì pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30.

 

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