In breve:

Il cinema abita il cuore di Sadali

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di Carla Porceddu.

A Sadali, incastonato tra i borghi più belli d’Italia e immerso nel silenzio dei boschi, è nata un’iniziativa speciale. In un luogo dove il tempo scorre lento e i bambini cercano compagnia, l’idea di una rassegna cinematografica è diventata un ponte verso mondi lontani.

Grazie alla visione del parroco, Don Alfredo, e la collaborazione preziosa della parrocchia, il nuovo oratorio di via Piave ha aperto le porte alla comunità. Qui, davanti al grande schermo, l’ambiente è riscaldato non solo dalle stufe, ma soprattutto dal calore dell’amicizia e del gioco condiviso. In un’epoca dominata dall’isolamento dei piccoli schermi individuali, il cinema in oratorio restituisce ai più piccoli la dimensione collettiva del sogno, trasformandosi in un presidio di resistenza contro lo spopolamento e la solitudine nel cuore della Barbagia di Seulo.

Questa tradizione ha radici profonde: sul finire degli anni Ottanta – quando la comunità era guidata da Don Efisio Arba, allora parroco sia di Sadali che di Esterzili –, nacquero le prime serate cinematografiche presso i saloni parrocchiali. Il progetto, rivolto a tutti, riscosse un notevole successo.

Oggi, nel 2026, la nostra società appare spesso disorientata da edonismo, narcisismo e deresponsabilizzazione. Il cinema comunitario riporta tutti alla realtà, permettendo di riscoprirsi parte essenziale della comunità. Ci si accorge di essere più che semplici individui: presenze in uno spazio di interazione dove il dare e il ricevere si equilibrano. È l’occasione per uscire dalla cerchia ristretta di famiglia e lavoro e scambiare due chiacchiere prima della proiezione.

Vivere in un borgo montano significa spesso fare i conti con la distanza. Sadali, infatti, è distante dai centri urbani con multisala; portare il cinema in paese è, dunque, un atto di democrazia culturale e profondo amore per il territorio: significa affermare che tutti hanno diritto alla bellezza, alla cultura e allo stupore, senza dover affrontare chilometri di curve. Vedere i figli felici, con gli occhi sgranati davanti alle immagini che scorrono, in un ambiente protetto e familiare, permette ai genitori di rilassarsi e sentirsi parte di una famiglia di famiglie.

Ogni immagine proiettata sullo schermo è un seme gettato nel terreno fertile della comunità. Ogni dettaglio, ogni risata collettiva che esplode nel buio dell’oratorio e ogni esperienza vissuta fianco a fianco lasciano un insegnamento che va oltre la durata del film.

La rassegna ha ricordato che non importa quanto sia piccolo il borgo o quanto siano alte le montagne che lo circondano: finché ci sarà una storia da condividere e uno spazio dove poterla sognare insieme, non ci si sentirà mai soli.

Il cinema a Sadali si offre, così, come un grande momento di crescita, un laboratorio di umanità e un faro di condivisione che illumina il cammino verso il domani.

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