La pasticceria artigiana che guarda al futuro
di Gian Luisa Carracoi.
Nicola Barrili di Bari Sardo, classe 1991, da torronaio a pasticcere. Una dolcissima passione.
La Sardegna è natura, storia, tradizioni, colori e profumi unici, come unici sono i suoi dolci, bellezza e sapori della nostra identità.
I dolci sardi, veri e propri capolavori artigianali, accompagnano ogni giorno di festa del calendario religioso, segnano l’alternarsi delle stagioni e i cicli agricoli dalla semina al raccolto, alcune feste importanti come Pasca Manna, Sant’Antoni e Is Animas, ma anche i riti di passaggio della nostra vita, dal battesimo al matrimonio, fino alle messe di trigesimo e anniversario.
Ciascun dolce custodisce nella sua essenza un profondo significato simbolico e un rituale che risale alla notte dei tempi e si tramanda di generazione in generazione incarnando l’anima e i sapori autentici dell’Isola.
La Pasticceria artigiana di Bari Sardo, gestita oggi da Nicola Barrili, ha anch’essa una lunga storia e vogliamo raccontarvela. Essa nasce alla vigilia di Natale del 1970 a opera della signora Dina Chiai e della sorella più grande, Marianna. Due giovani donne che come ricchezza avevano solo molto coraggio e spirito d’intraprendenza, tanto che – si dice – nessuno avrebbe scommesso un soldo sulla riuscita di questa loro idea.
Quando decisero di dare avvio all’attività, la madre comperò loro le prime pentole. Non avevano macchinari e impastavano tutto a mano, un solo forno per cuocere i dolci, ma diverse cambiali. Piano piano, grazie all’inventiva e all’ingegno sono andate avanti e sono cresciute fino a portare la pasticceria dal primo, minuscolo, locale in piazza Brigata Sassari dove facevano anche la pizza da asporto, in via Tortolì dove acquistarono uno stabile. Successivamente, dopo il matrimonio della signora Dina la pasticceria fu trasferita in via Gennargentu sotto la loro abitazione. Comprarono altri macchinari e ingrandirono il laboratorio.
Emanuela Pisu, figlia di signora Dina, racconta con lacrime di emozione: «Posso dire di essere nata in pasticceria, i dolci sono sempre stati un pezzo di me, anche quando non sapevo che sarebbero diventati il mio lavoro. Hanno accompagnato il matrimonio dei miei genitori, il mio battesimo e il mio matrimonio. È curioso notare quanto questo lavoro fosse scritto nella mia storia prima ancora di venire al mondo». Durante la frequenza degli studi universitari venne a mancare suo padre, quindi si dovette dividere tra l’attività dolciaria e l’Università. Dopo la laurea in Economia aziendale, per una forte dose d’affetto non volle abbandonare la pasticceria. La madre ha continuato a darle una mano fino a questi 55 anni di attività ininterrotta; infine la decisione di darla in gestione dopo l’arrivo delle bambine di Emanuela e Matteo.
Da circa un anno Emanuela ha passato il testimone della sua pasticceria, sita a Bari Sardo in via Gennargentu 15, a Nicola Barrili, classe 1991. Nicola nasce torronaio, una passione che coltiva fin dalla sua infanzia quando apprese i primi segreti di questa delizia dai parenti di Desulo, dall’osservare suo padre nella certosina lavorazione e dall’accompagnarlo durante le innumerevoli sagre in Ogliastra. L’idea di prendere in gestione la pasticceria artigiana è arrivata a seguito della pandemia. Durante il triste periodo del Covid, come tanti altri esercenti, è stato costretto a fermarsi. Oggi, dopo aver frequentato alcuni corsi di pasticceria ha pensato di investire le sue conoscenze e le sue passioni in un’attività stabile. «Nei primi tempi – dice Nicola – sono stati preziosi i segreti dell’arte pasticcera di Emanuela. I suoi consigli sono stati essenziali. Le donne sono le prime depositarie delle antiche ricette. La pasticceria ha bisogno di cura, di un occhio di riguardo per i gusti che cambiano, per le esigenze dei clienti, ma tenendo saldi i dolci della tradizione e i valori in essi inscritti.
I dolci sardi si possono dividere in due grandi categorie – spiega –: la categoria che ha come materia principale la mandorla, con il re del dolce sardo, l’amaretto; l’altra, invece, ha come ingrediente principale il formaggio, in particolare ricotta o primo sale, sa mattula, per realizzare is pardulas e tanti altre delizie, ma un posto privilegiato è dedicato agli altrettanto antichi dolci realizzati con su binu cottu, il vino cotto, come su pani acconciu e sa paniscedda.
Oltre le mandorle, il formaggio e la sapa, l’utilizzo di altri ingredienti locali e genuini come l’arancia, il miele, l’uva passa conferiscono ai dolci sapori autentici e intensi.Il profumo, la consistenza, il gusto, tutto contribuisce a creare una squisita esperienza multisensoriale. Ogni preparazione rispetta il periodo in cui tradizionalmente veniva preparato ai tempi delle nostre nonne, e ogni dolce rispecchia le antiche ricette. Allo stesso tempo – continua il giovane pasticcere – amo impegnarmi anche nel creare novità, come i gustosi panettoni natalizi, ma conservando sempre le basi della nostra arte dolciaria, la cui caratteristica principale è la genuinità. L’innovazione, l’estetica e il design creativo non devono mai dimenticare l’amore inciso nella maestria di chi ha tramandato questi saperi fino ai nostri giorni. Le creazioni più amate dai nostri clienti sono gli amaretti, is pardulas, i mustaccioli di mandorle e noci e i guelfi al mirto. Dietro ogni dolce c’è tanto amore, pazienza e una grande manualità. Oggi posso dire, e ne vado orgoglioso, fare i dolci con le mie mani mi regala soddisfazioni indescrivibili».
Nicola dedica anima e corpo a questa pasticceria per creare piccole e deliziose opere d’arte. La sua pubblicità la si trova sui canali social. Da aprile fino al mese di ottobre dice di aver riscontrato un buon afflusso di clienti locali e di visitatori, con i quali ha sempre intessuto rapporti cordiali e di simpatia, valori che non si dimenticano. Questo è un aspetto di primaria importanza per qualsiasi attività visto che Bari Sardo, oltre a un turismo che si arricchisce sempre più di nuovi arrivi, ha la tipicità di saper creare un’ottima fidelizzazione dei suoi visitatori.









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