In breve:

Le norme, queste sconosciute

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di Roberto Comparetti.
«Quando chi detiene potere mostra che le regole non valgono per tutti, il patto simbolico si incrina». Lo ha scritto sulle pagine del quotidiano Avvenire, Sara Zambotti, tra gli autori e conduttori della trasmissione radiofonica RaiCaterpillar.

L’autrice manifesta i dubbi che in molti viviamo, nel vedere i potenti del mondo senza più remore nella gestione di ciò che è loro affidato, rispetto a chi, ligio al dovere, fa fatica a darsi ragioni per continuare a «fare la cosa giusta». La stragrande maggioranza delle persone rispetta le regole, anche quando sono chiaramente inefficaci, perché queste funzionano come promesse implicite di legittimità e valore sociale.

Come scriveva il sociologo Émile Durkheim, agli inizi del ’900, le norme non servono solo a limitare i comportamenti, ma a rendere prevedibile il mondo sociale, permettendo agli individui di orientarsi e di riconoscersi reciprocamente come membri legittimi di una comunità.

Quando tutto ciò salta, il riconoscimento reciproco diventa problematico, si allentano i freni e si innescano fenomeni difficili poi da controllare (come accade in queste settimane negli Stati Uniti).

È sotto gli occhi di tutti come i potentati economici mal tollerano le regole e con esse chi le fa applicare, ad esempio la tanto vituperata Unione Europea, rea, a loro dire, di porre lacci all’azione economica. In realtà proprio le norme sono vitali per la legittimità e il valore di una società.

In tempi di atomizzazione dei comportamenti personali, di individualismo elevato all’ennesima potenza, dove il Noi trova sempre meno spazio, rispetto a quell’Io che domina i rapporti, risuona quanto Papa Francesco ricordava nel 2021: «In un momento di crisi chi ha compiti di responsabilità anteponga la logica del bene comune alla promozione personale».

Un’indicazione valida non è solo per chi ha potere, perché in fondo ciascun individuo, nelle forme più disparate, ha un qualche margine di manovra. Passare dalla cultura dell’io, dell’individuo, a quella del noi, comunitaria, dove si «fa assieme». Come indicato dal recente Cammino sinodale.

 

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