Repubblica Italiana: 80 anni da custodire
di Claudia Carta.
Quel 2 giugno 1946 votarono in Italia 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini. L’89,08% degli aventi diritto (28.005.449). La prima volta delle donne alle urne. Un referendum. Monarchia o Repubblica? 12.718.641 scelsero laRepubblica. Due milioni di preferenze in più decretarono la fine della Monarchia e l’esilio dei Savoia.
Ma si votarono anche i membri dell’Assemblea Costituente – 535 deputati, 21 deputate – perché, fatta la Repubblica, occorreva scriverne le regole. Diritti e doveri. 1° gennaio 1948. La Costituzione è Legge da conoscere, rispettare, abitare.
Le Madri Costituenti. Adele Bei. Nadia Gallico Spano. Nilde Iotti. Teresa Mattei. Angiola Minella. Rita Montagnana. Teresa Noce. Elettra Pollastrini. Maria Maddalena Rossi. Laura Bianchini. Elisabetta Conci. Filomena Delli Castelli. Maria De Unterrichter. Maria Federici. Angela Gotelli. Angela Maria Guidi Cingolani. Maria Nicotra. Vittoria Titomanlio. Bianca Bianchi. Lina Merlin. Ottavia Penna. Forze politiche molto distanti. Eppure, ponti e non muri. Brecce e non barricate. Perché uguaglianza di diritti e pari opportunità fossero garantiti a tutti nella nuova Carta costituzionale.
Il modo migliore di onorare e custodire la Costituzione – e con essa la vita stessa della Repubblica, della democrazia, della pluralità – è leggerla, conoscerla, averci confidenza, come qualcosa di più intimo che a noi stessi, come luce sul buio di pericolosi oscurantismi, sull’indifferenza e la disaffezione alla politica e alla partecipazione, sulle «nostalgie del passato rimaste soffocate, ma non estinte, che potrebbero imprimere una spinta regressiva dagli esiti disastrosi», per dirla con Ernesto Balducci.
Sottolineava Don Luigi Sturzo: «La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti, verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà».
80 anni della Repubblica e non sentirli. O sentirli tutti. Dipende se la si guarda da spettatori o da protagonisti. Dipende se quella Carta ci è caduta dal cuore. Attenti perché la nostra Costituzione «soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere». Iniziamo dai fondamentali.









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