In breve:

Se la Pasqua incoraggia i sognatori

Largo ai sognatori

di Mons. Antonello Mura.
Sulla luna, per piacere, non mandate un generale:
ne farebbe una caserma con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte per mostrarlo a pagamento.
Non mandateci un ministro col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie i lunatici crateri.
Ha da essere un poeta sulla Luna ad allunare:

con la testa nella luna lui da un pezzo ci sa stare…
A sognar i più bei sogni è da un pezzo abituato:

sa sperare l’impossibile anche quando è disperato.
Or che i sogni e le speranze si fan veri come fiori,

sulla luna e sulla terra fate largo ai sognatori!

(Gianni Rodari, Filastrocche per tutto l’anno, Torino, Einaudi 2010)

Per favore, fate largo ai sognatori! Il tempo pasquale ci sta riconsegnando la certezza che Dio non si accontenta di leggere la realtà, non ne prende atto con rassegnazione, vuole proprio cambiarla. Per questo paga un prezzo alto, il più grande di tutti: dare la vita.
Ma un amore così, la Pasqua di Gesù ce lo conferma, non andrà mai perduto. Diventa fecondo, diventa vita. Compie risurrezioni, ogni giorno.
Trovo la poesia di Gianni Rodari straordinaria, anche per capire la Pasqua. In un tempo segnato da autoritarismi dilaganti e da visioni miopi, dove predominano governanti irresponsabili e interessi inenarrabili, solo il vangelo (e la poesia) fanno sognare, solo i sognatori aprono strade nuove.
Gesù ci fa sperare l’impossibile, quando esce vittorioso dal duello con la morte. Dio sceglie di non abbandonarlo e dona a lui e a noi la risurrezione.
«Ecco che arriva il sognatore», dicono i fratelli di Giuseppe quando tramano il suo omicidio nel Libro della Genesi (37,19). Anche la sorte di Gesù era segnata. Ma l’amore ha sempre l’ultima parola. «Più forte della morte è l’amore» (Cantico dei Cantici 8,6). Chi ama non smette di sognare.

Largo ai sognatori!

Il tema della pastorale del turismo
della prossima estate
celebra i sognatori,
in qualche modo vuole coccolarli,
incoraggiarli e sostenerli.
Nella società, come nella Chiesa,
ne abbiamo bisogno.
In un tempo di passioni tristi,
ne sentiamo la necessità.
Di fronte a un mondo ottuso, chiuso,
violento, senza fraternità,
auspichiamo che chi crede, chi ama, chi lotta
per un mondo più giusto e vero,
non si rassegni, non si tiri indietro
nel chiedere, nel volere, nel pregare,
un mondo come Dio l’ha sognato.
E che la risurrezione di Gesù ci incoraggi.

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