Cyberbullismo e IA: chiamati alla responsabilità
di Giusy Mameli.
L’educazione alla cittadinanza comporta anche accettare la sfida dell’educazione digitale: il dramma del cyberbullismo e dei reati a mezzo Internet, di cui i minori sono le principali vittime, ci porta a dovere riflettere su un fenomeno in preoccupante espansione
Il mondo del web e del virtuale – che poi, quando ci sono conseguenze nefaste, virtuale non è, ma è reale per sofferenze ed effetti – è il nuovo ambiente: una realtà con una cittadinanza digitale, con apposite regole, come nell’ambito sociale in cui viviamo nella quotidianità. Le cautele e gli strumenti, per attrezzarsi nella lotta all’utilizzo sconsiderato e illecito del web, ci sono e vengono ogni anno potenziati.
La scuola, le associazioni e le forze di Polizia sono sempre più specializzate e oramai i corsi di legalità per contrastare i fenomeni deviati del sistema digitale sono stati consolidati. È in continua evoluzione e potenziamento il contrasto del fenomeno, manifestazione del cosiddetto analfabetismo emozionale, che nel web trova terreno fertile per i cosiddetti leoni da tastiera, le gogne mediatiche: varie aberrazioni del linguaggio, delle condotte, degli stili di comunicazione e anche nella dialettica distorta.
Vi è una realtà sempre più consapevole, ma ancora sommersa: si ha paura di denunciare, si ha vergogna e spesso si tende a sottovalutare, tra ragazzate e goliardia. Invece si tratta di vera e propria violenza, prevaricazione, prepotenza e grave indice di insensibilità, mancanza di solidarietà e di empatia. Il bullo è il primo debole: attacca prima di essere attaccato; è insicuro e crede di superare le proprie insicurezze con arroganza e prepotenza. Spesso è alimentato da film o da figure di adulti di riferimento, a loro volta violenti e arroganti, benché spesso si senta di fatti di cronaca dove genitori responsabili denunciano i loro stessi figli, se artefici di condotte gravi, delittuose o complici.
Senza dovere arrivare ai fatti più estremi di cronaca, lo scorso marzo l’Associazione lanuseinaOdv Ciao Guagliò, nell’ambito dell’annuale ricordo del giovane Raffaele Esposito, ha realizzato un’importante sensibilizzazione per i ragazzi delle ultime classi dei Licei di Lanusei. Nell’aula magna dell’Istituto superiore Leonardo da Vinci, presenti alcuni avvocati e referenti del modo del volontariato, dell’impegno sociale ed ecclesiale, l’associazione Ogliastra Informa, i Carabinieri e le forze di Polizia. Con prove pratiche anche sull’utilizzo dell’etilometro e grazie a un filmato su una drammatica storia di bullismo in Gran Bretagna, conclusasi tragicamente, gli studenti hanno partecipato con attenzione e domande pertinenti che hanno consentito di apprezzare l’impegno educativo della scuola e la maturità dei nostri ragazzi.
In piena epoca di rivoluzione digitale, Papa Leone XIV, nel Messaggio per la 60° Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali (24 gennaio 2026), ha insistito nel ribaltare la prospettiva. La vera missione affidata ai comunicatori, in una società che è già in rapidissimo cambiamento, è quella di «custodire voci e volti umani» dai rischi dell’Intelligenza Artificiale. Non si tratta «di fermare l’innovazione digitale», ma di «guidarla», educarla al rispetto della dignità umana.È questa una delle grandi sfide del nostro presente.









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