«Nelle nostre parrocchie non si fa nulla per i giovani»
di Antonio Carta.
È una frase che, almeno una volta, abbiamo sentito pronunciare. A volte con amarezza, altre volte come constatazione di una difficoltà reale: i giovani non proseguono un cammino in parrocchia dopo la cresima; i gruppi giovanili fanno fatica a ripartire soprattutto dopo le esperienze di isolamento scatenate dalla pandemia; le nostre comunità non sempre riescono a trovare linguaggi e occasioni capaci di intercettare le loro domande.
Forse però, più che constatare che non si fa nulla, dovremmo porci alcune domande: cosa stiamo proponendo ai più giovani? Quanto ci mettiamo in gioco per ascoltarli, accompagnarli o semplicemente stare con loro? Sappiamo ancora incontrarli là dove vivono, nei loro luoghi e nel loro quotidiano? Comprendiamo il loro linguaggio? Conosciamo i mondi virtuali nei quali vivono? Siamo capaci di ascoltare le loro domande, anche quando sono diverse da quelle che ci aspetteremmo? E, soprattutto, siamo disposti a camminare con loro, senza pretendere di avere già tutte le risposte?
Credo che proprio da queste domande possiamo ripartire. Non per cercare colpe o trovare ricette immediate, ma per riconoscere che il desiderio di incontrare i giovani e di camminare con loro c’è, e che anche a livello diocesano si vuole investire nuovamente tempo, energie e passione in questa direzione.
Da questo desiderio riparte il cammino della Pastorale Giovanile diocesana (PG), insieme all’Équipe Giovani di Azione Cattolica. Due realtà che, con sensibilità e attenzioni differenti, condividono, con convinzione, lo stesso cammino.
La Pastorale Giovanile diocesana è l’espressione attraverso cui la Chiesa guarda al mondo dei giovani nel suo insieme. Essendo un servizio diocesano, opera a partire da un mandato preciso del vescovo Antonello e ha il compito di promuovere, coordinare e sostenere il cammino pastorale dei giovani nella diocesi e nelle singole parrocchie. Il suo sguardo, quindi, è ampio. Riguarda tutte le realtà parrocchiali, i gruppi oratoriani, le scuole, la catechesi, e in particolare i gruppi di cresimandi e post-cresima.
Accanto alla Pastorale Giovanile si colloca il Settore Giovani di Azione Cattolica, nelle due differenti proposte per i Giovani e i Giovanissimi. L’Azione Cattolica è un’associazione laicale con una lunga storia nella Chiesa italiana e nella nostra diocesi, una propria identità e una precisa proposta associativa. La nascente Équipe diocesana Giovani promuove iniziative, incontri ed esperienze certamente aperti a tutti i giovani, ma lo fa a partire dal patrimonio e dal cammino propri dell’Associazione, con uno sguardo che abbraccia anche il cammino dei piccoli amici dell’ACR e degli adulti di AC.
Non si tratta, dunque, di due realtà concorrenti, ma di due soggetti differenti che possono incontrarsi e collaborare. La Pastorale Giovanile nel suo sguardo diocesano e trasversale sull’intero mondo giovanile; l’Azione Cattolica portando invece il contributo specifico di un’associazione laicale con una storia, un’identità e una proposta specifica. Entrambe possono così contribuire, ciascuna secondo il proprio ruolo, a quel desiderio di ripartire con i giovani che oggi interpella tutta la Chiesa diocesana.
Forse, allora, all’affermazione «nelle nostre parrocchie non si fa nulla per i giovani», possiamo rispondere semplicemente mettendoci in cammino con loro, creando occasioni di incontro e di ascolto sostenuti dalle proposte del servizio diocesano.









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