In breve:

Informati su tutto, consapevoli di poco

News

di Michele Antonio Corona.
Siamo circondati da informazione, inondati di news, bombardati da continui aggiornamenti: alla radio, in moltissimi canali, un Tg ogni ora, sebbene breve, in cui vengono fornite novità su ciò che è avvenuto con un’abbondanza diparticolari e dettagli sempre crescente. Alla Tv non mancano battaglie sempre più subdole di orario tra le più grandi e importanti testate che anticipano di uno o due minuti per accalappiare più ascoltatori. Sembra di ricordare la famosa scena tra gli orologi del campanile e della Casa del popolo di don Camillo e Peppone per avere il primato sul rintocco orario. Quasi scontato accennare alla concorrenza delle testate on-line, dei mezzi di informazione presenti nella rete o delle piattaforme che usano i social o i canali più diffusi per diffondere notizie.

In questo panorama così affollato di notizie, qual è il risultato? Sappiamo di più? Siamo più coscienti e padroni di comprendere ciò che avviene nel mondo e intorno a noi? Siamo aiutati a prendere coscienza della realtà in cui viviamo e delle pieghe del quotidiano? Purtroppo, molto spesso, a questo inarrestabile flusso di informazione incessante manca l’antidoto della riflessione equilibrata e della coscienza critica su ciò che ci viene sparato addosso, con sempre maggiore violenza e assertività. Anche nei vari programmi di approfondimento o di dialogo su un tema, la polarità delle parti non è solo eccessiva, ma è studiata, programmata, pretesa.

Dunque, quale fenomeno può essere analizzato qui? Il fatto che siamo di sovente invitati a guardare la cornice e non l’opera d’arte, a conoscere i dettagli del corollario e non la tesi fondamentale, a divenire esperti dell’accessorio dimenticando totalmente il nucleo centrale.

Se l’informazione rimane massiva e rischia di investirci, a noi il compito di andare alla fonte delle notizie, alla loro impostazione, ai fini che ogni comunicatore ha nel proporci quella scaletta o quel cliché. Un compito impegnativo? Senza dubbio, ma oggi estremamente necessario.

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